A Torino parte il progetto Vivo al Venti, un' importante dedicata alla sostenibilità degli affitti e degli acquisti, ma anche alla valorizzazione del patrimonio immo biliare esistente. E tutto senza alcun investimento pubblico continua a leggere »
Ti posso chiedere un consiglio? Riguarda la maniera con cui secondo te, ci si relaziona nella maniera giusta sui Social Network. Parti dal presupposto che io sono un agente immobiliare e non certo un professionista della comunicazione o dell’utilizzo dei Social. Sappi inoltre, che la discussione che ti sto proponendo in realtà ha avuto inizio... continua a leggere »
Durante l’ultima edizione di IAB Forum che si è tenuta a Milano il 3 e il 4 dicembre scorso, la nostra società ha tenuto due workshop molto interessanti e molto seguiti. Oggi parliamo di quello tenuto dal nostro social media specialist Claudio Gagliardini che aveva come oggetto Google+, la nuova piattaforma social di Google. Purtroppo... continua a leggere »
Le Social Street sono quelle strade vere che vivono anche online: i loro abitanti, o chi le frequenta per lavoro, fanno parte di gruppi chiusi sui social media dove si conoscono per darsi una mano, scambiarsi complementi d'arredo o semplicemente per condividere passioni che poi fanno incontrare nella vita vera. Tutto è partito da Bologna con la pioniera Via Fondazza, ma è un fenomeno che dilaga ormai in molte città italiane. continua a leggere »
A Milano è stato inaugurato un progetto di social housing in un condominio di 123 appartamenti in Via Cenni. Il progetto Cenni di Cambiamento è ambizioso anche da un punto di vista architettonico, essendo il primo in città ad avere le strutture portanti in legno. continua a leggere »
In Italia si parla di Social Housing e il FAI è pronto a protare questo tipo di progetti al Sud, dove mancano gli investimenti dei privati. Condomini assortiti dove le capacità e le competenze sono condivise e prezzi calmierati che risponderebbero alle esigenze del ceto medio. Ecco perchè non può rimanere tutto un'utopia. continua a leggere »
Quando si parla di centri sociali è molto facile prendere le parti di chi sottolinea come l’occupazione di strutture fatiscenti o semplicemente abbandonate a se stesse sia tanto una violazione della proprietà privata, quanto e soprattutto una manovra capace di arrecare danno al patrimonio immobiliare di un intero quartiere. Eppure non mancano i casi in cui l’occupazione di spazi da parte di collettivi di artisti, performer e collettivi di giovani abbia avuto il merito di ridare lustro a tutta la zona in cui è avvenuta la creazione di un centro sociale, a riprova che la cultura può far gioco al mercato del mattone in maniera più chiara di quanto si possa pensare. Vediamo insieme qualche esempio. continua a leggere »
Il Red Dot Design Award è uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale. Attivo fin dal 1955, lo scopo è di premiare la progettazione e l’innovazione, fino al caso di[...] continua a leggere »
Come si arreda un carcere? La domanda, più che legittima, assume all’istante un tono frivolo e superfluo non appena pensiamo ai numerosi problemi che affliggono la realtà penitenziaria[...] continua a leggere »
Stiamo sempre tutti a guardare all’universo della grande mela morsa di Cupertino, dai prodotti alle pubblicità, eppure ogni tanto anche la IBM produce qualche idea interessante, quanto meno da un punto di vista comunicativo. È il caso dell’advertising che recita “Smart ideas for smarter cities”, ossia idee intelligenti per città più intelligenti. L’advertising della IBM per idee e città smart Un claim non proprio molto diretto, che rimane infatti un po’ ambiguo. Le idee sono di IBM, o di chi usa IBM? Oltretutto non è facilmente riconoscibile che chi comunichi sia IBM, perché in assoluto non è molto forte la sua identity. A testimoniarlo c’è solo il logomarchio (e ci mancherebbe) e un particolare che ho notato, ma non so quanto sia voluto: sulle tre installazioni ricorrono sempre le linee parallele, tratto distintivo del marchio. Dopo a [...] continua a leggere »